La nostra missione

Comunicare il volontariato, comunicare la solidarietÓ Ŕ una delle problematiche a cui le Associazioni tentano quotidianamente a cui rispondere.

Le Associazioni devono individuare modalitÓ e strumenti necessari per ottenere visibilitÓ e attenzioni dai media stessi; sono spesso le organizzazioni pi¨ piccole a necessitare di una strategia comunicativa che le affranchi dall'anonimato e permetta loro di costruirsi un'identitÓ tale da essere riconosciuta all'esterno.

Le Associazioni non devono avere solo la "pretesa" che i media parlino di loro ma si assicurino una vera e propria strategia comunicativa. Ci˛ significa da una parte acquisizione di strumenti e tecnologie dall' altra potenziamento di competenze e professionalitÓ.

In questi ultimi anni il volontariato e telematica hanno avuto un grande sviluppo, ma Ŕ anche vero che non profit e telematica sono due grandi sconosciuti per grande popolazione e tra loro stessi.

Gli attuali standard di hardware e software permettono di compiere una vasta serie di attivitÓ: dalla creazione di banche dati, ad analisi matematiche, simulazioni, grafica, e quant'altro. A questo si somma un valore aggiunto che negli ultimi anni Ŕ letteralmente esploso: la possibilitÓ di mettersi in RETE. La telematica assume il suo vero volto, il computer non Ŕ pi¨ o meglio non Ŕ solo un labour solving, uno strumento che facilita, economizza e sviluppa il lavoro, ma Ŕ un mezzo fondamentale di comunicazione.

Le possibilitÓ aperte dalla rete sono quindi, teoricamente, enormi: scambi di notizie, esperienze, modi e stili di vita, linguaggi. Un fattore si oppone a questa visione: l' esiguitÓ degli accessi alla rete in relazione alla popolazione. L'Italia Ŕ uno dei fanalini di coda europei per quanto riguarda gli accessi ad Internet, ed in generale quello che riguarda l'uso del computer.

Volontariato e telematica si basano su un dato fondamentale: la relazione. E' questa che costituisce il valore aggiunto dell'azione volontaria. La capacitÓ di intervenire in settori in cui fondamentalmente Ŕ l'apporto umano, il contatto, la possibilitÓ di superare culture diverse, mondi separati.

E' questa capacitÓ relazionale che Ŕ alla base di tutte le azioni, anche estremamente innovative, che il volontariato pone in essere.

Una relazione che si focalizza a livello territoriale, che pone la sua base su delle specificitÓ locali e che fa del volontariato un attore della societÓ civile locale, un momento necessario per definire le nuove politiche del welfare che hanno le radici nel territorio. Per tutto ci˛ il volontariato dovrebbe partire privilegiato nella capacitÓ di usare la rete.

Compito del volontariato Ŕ quello di non farsi sommergere dalla cultura telematica dominante, ma al contrario, agire sulle strozzature esistenti e porsi come fattore di trasformazione della stessa, come attore sociale (virtuale) alla stessa stregua del ruolo che occupa o almeno prova ad occupare nella vita reale.

Due sono i settori di intervento che il volontariato deve assumere come prioritÓ del suo agire: il primo riguarda l'allargamento a strati quanto pi¨ ampi della popolazione della capacitÓ di utilizzo dei mezzi telematici, il secondo la costituzione di una comunitÓ virtuale. In entrambi i casi, utilizzando sinergie con altri attori sociali, soggetti pubblici e privati.

La possibilitÓ di accesso ai mezzi telematici implica un'alfabetizzazione alla rete che deve essere condotta sia dalle associazioni nel loro specifico e in contatto con le altre, sia insieme agli altri soggetti pubblici. Si intende in questo caso la possibilitÓ di accesso garantita anche pubblicamente, con la possibilitÓ di fruizioni collettive della rete; il potenziamento delle infrastrutture, la possibilitÓ di garantire accessi gratuiti alla rete da parte delle organizzazioni di volontariato.

 

 


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